Giunge in città in treno da Mosca: nessuna scritta di benvenuto alla stazione. Decide di estendere il suo binomio interiore Italia-Russia ancora in giovane età, partendo in una fredda giornata di gennaio alla scoperta della capitale del Nord, segnata dalla nostalgia verso i suoi padri italiani. Una curiosa impertinente. 

Il tramonto dell'era sglaciale

Pare che il pericolo maggiore sia passato: non c'è momento peggiore del disgelo, per aggirarsi a piedi in questa città. Tra marzo e aprile, le lastre di ghiaccio pestate da milioni di piedi cominciano a prendere vita e a scomparire con malcelata discrezione: sul ciglio della strada si accumulano smisurati pantani, mentre i tubi di scarico dei tetti rigettano grosse pepite ghiacciate. Il pericolo però non viene solo dal basso, ma soprattutto dall'alto: i blocchi di ghiaccio rimasti a lungo aggrappati sui tetti si staccano, cadendo dai palazzi con gran fracasso: ogni anno qualcuno ci rimette le penne.

Anita e l'era sglaciale a San Pietroburgo

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L'elettrotecnico con la macchina da cucire

San Pietroburgo è come una sceneggiatura teatrale, basta affacciarsi oltre la tenda delle quinte e si scoprono realtà inattese. Dal lussuoso corridoio tra le boutique della galleria “Passage”, sulla prospettiva Nevsky, basta alzare il naso e salire al terzo piano: non più sontuosi negozi ma, nella stessa grande sala, troviamo botteghe con accessori fatti a mano, borse, scarpe ed abiti di designer e stilisti quasi solo russi, un luogo dove c'è davvero spazio per tutti.

Anita e l'elettrotecnico a San Pietroburgo

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I tacchi a spillo: la calzatura ideale per l'inverno russo

In inverno molti marciapiedi a San Pietroburgo si trasformano in una lastra di ghiaccio che, da novembre, ti tiene compagnia fino ad aprile. Ogni passo diventa una sfida. Armata dei miei caldi doposcì bianchi, l'unica calzatura che io contemplo in questi casi, cammino spavalda lungo i canali immobili e imbiancati, procedo decisa sui sentieri di parchi immacolati, mi aggiro, spedita e serena, per strade, stradine e marciapiedi. Ma eccola lì quella cunetta, quella piccola curva leggermente in discesa, nascosta da un leggero strato di neve insidiosa...

I tacchi a spillo d'inverno a San Pietroburgo

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In autobus: insolente! Lasci il posto agli anziani!

Ho deciso che in autobus non mi siederò più.

In un giorno come un altro, seduta al finestrino, guardo assorta la mia San Pietroburgo mentre i pensieri si accavallano. Sto per scendere, ma vengo colpita dallo sguardo fisso e allibito di una signora anziana, in cui leggo indignazione e disprezzo.

Anita e l'autobus

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Filoni di pane sovietici

Ho sentito parlare di una grossa fabbrica, un luogo da cui uscivano, un tempo, filoni di pane identici l'uno all'altro. Spesso in Russia si riciclano edifici interi che prima ospitavano fabbriche in pieno centro, ora trasferite in periferia. Della loro desolazione e disfacimento viene fatto pregio: proprio qui nascono spazi creativi per l'arte contemporanea e non solo.

Filoni di pane a San Pietroburgo

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