Le 24 cose da fare/vedere a San Pietroburgo
Scritto da Manlio Casagrande
24 imperdibili spunti pietroburghesi
1. Una visita ai vari Picasso, Canova, Rembrandt all’imperdibile museo dell’Hermitage;
2. una foto al tramonto con la fortezza dei Santi Pietro e Paolo sullo sfondo;
3. una lenta passeggiata lungo la prospettiva Nevskij;
4. una piccola escursione all’isola di Krestovskij tra natura e divertimento;
5. una sosta presso il celeberrimo gatto di via Malaya Sadovaya, con relativo “lancia la monetina ed esprimi un desiderio”;
6. una cena alla russa, a base di zuppa di pesce, shashliki, bliny e, naturalmente, vodka Tsarskaja;
7. un paio d’ore alla rigenerante sauna russa con tanto di “veniki” e salto conclusivo nell’acqua ghiacciata;
8. un giro in battello per i meravigliosi canaletti del centro;
9. solo ed esclusivamente “spasibo!” al posto di “grazie”;
10. un concerto di musica classica o di canzoni popolari sovietiche;
11. una giornata presso una delle magnificenti residenze zaresche quali Pushkin o Peterghof con le sue fontane danzanti;
12. un salto alla libreria di arte non convenzionale per osservare manifesti e particolarità dell’epoca sovietica;
13. una mezza giornata passata in un qualsiasi luogo “fuori dal centro” per capire come non tutta la Russia sia Hermitage, Nevskij e architettura d’autore;
14. un balletto al teatro Marijnskij per gli amanti del teatro, una nottata al XXXX per quelli della vita notturna;
15. una o più conversazioni con i pietroburghesi doc: solo chi è nato in questa città potrà trasmettervi la carica, l’empatia e le sfumature di Pietroburgo (ora) e Leningrado (prima);
16. una o più conversazioni con stranieri residenti a San Pietroburgo: solo chi ha dovuto attraversare un processo di ambientamento sa cogliere che cosa è la vera Russia;
17. una spesa presso uno dei vari “produkty” fuori dal centro, i tipici negozietti russi 24 ore dove si trova di tutto e di più;
18. qualche spostamento con i mezzi pubblici come la metropolitana o le famose marshrutke;
19. una toccata e fuga alla celeberrima libreria Dom Knigi (e, per i più appassionati, l’acquisto di un libro di favole russe tradotto in lingua italiana, come suggestivo ricordo del vostro viaggio);
20. un buon te verde bevuto sul golfo di Finlandia;
21. una messa ortodossa, con le chiese adornate di icone dorate, senza panchine e il toccante rito d’una preghiera differente;
22. un pomeriggio passato presso i vari mercatini della città, a spulciare tra occasioni e cianfrusaglie;
23. un giorno di festa: a San Pietroburgo ogni mese, per non dire ogni settimana, si festeggia qualcosa, pittoresco sarebbe cogliere una delle tante celebrazioni;
24. perdersi, smarrirsi per la città: una persona inizia il proprio processo di ambientamento quando non segue più i canali predefiniti, pertanto tentate strade nuove, aprite vie inaspettate e, con le dovute accortezze, provateci. Farete la città un po’ più vostra di quanto non lo sia ora.










